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Siamo a Novembre, Halloween e la festa di Ognissanti sono appena trascorsi e già parlo di Natale. Non tanto per quello che riguarda i preparativi pratici, i regali, il menù e le decorazioni (che comunque sono sempre un adorabile pretesto per dare sfogo alla creatività di tutta la famiglia), ma perché ci tengo a parlare di questo argomento con il giusto anticipo, per dare qualche spunto di riflessione utile a chi è diventato mamma o papà da poco, e presto passerà il Natale, magari il primo per il bimbo appena arrivato, con tutta la famiglia.

Le feste Natalizie rappresentano un momento dalle caratteristiche straordinarie. C'è chi ama il Natale e chi lo odia. Può essere fonte di grande gioia e di eccitazione oppure di nervosismo, ansia e frustrazione. Tutte emozioni che creano elettricità, sia essa piacevole o spiacevole, nell'aria.

Ci mettiamo a caccia del regalo giusto per le persone care, organizziamo trasferte o accogliamo parenti lontani che non vediamo da tempo, prepariamo menù speciali per il 24 e il 25 (e già che ci siamo anche il 26), oppure iniziamo a pensare a quello che nonna, o mamma o zia, ci prepareranno e a quanto saremo sazi, e poi ci sono le decorazioni, l'albero, il presepe, le ghirlande…ecco, già io che sono adulta, e che amo il Natale, se metto insieme tutti questi pensieri, mi sento carica, un po' sotto pressione.

Come è vissuto questo momento da un neonato o da bimbi molto piccoli?

Non commettiamo l'errore di pensare che un neonato, solo perché non parla e non può spostarsi autonomamente non sia un soggetto attivo di tutta questa situazione.

Ricordiamoci che la massa cerebrale di un bambino, aumenta nei primi tre anni di vita, del 340%! Già solo questo ci dice quanto può essere attivo e recettivo un neonato!

Ogni cosa per un neonato costituisce un potenziale stimolo, e come tale, può determinare una reazione, magari non immediata, ma essa è presente e viva.

I colori del Natale, le luci così meravigliose ed attraenti per i bambini, gente che va e viene da casa, o la famiglia stessa che va e viene dai negozi e dalle case di nonni, zii, amici, sono tutti stimoli.

E un bambino esposto a tutta questa serie di straordinari stimoli (nel senso di fuori dall'ordinario, fuori dalla sua quotidianità), come può proteggersi, quando è sovraccarico? Semplice, non può. O meglio non da solo. Quello che può fare da solo, anche se è appena nato, è, appunto, comunicare che ha raggiunto il culmine e non ne può più. E come lo fa? Ovviamente piangendo. Il punto è che quando si arriva a quel pianto, solitamente è già tardi, e calmare il nostro piccolo diventa più complesso, perché, appunto è già stressato. Anche per noi adulti, calmarci quando siamo già agitati, in ansia, sotto stress, è più difficile Figuriamoci per un bimbo di poche settimane, o mesi, o anche pochi anni, che ancora deve imparare a gestire le sue emozioni!

Quindi cosa facciamo, ci rassegniamo ad avere neonati urlanti sotto le feste di Natale? No, ho detto che non può proteggersi da solo, ma voi, la sua mamma e il suo papà, potete prendervi cura di lui anche sotto questo aspetto.

Già dalla normale routine, vi siete magari resi conto che il vostro bimbo è più sensibile a determinati rumori, o suoni, o stimoli visivi, o magari anche a determinate persone. Magari scoppia a piangere quando una zia viene a trovarvi, ma con lo zio è tutto sorrisi (è possibile!).

Oppure potreste aver notato che se uscite per una bella passeggiata al mattino, al pomeriggio riposa benissimo, ma se uscite di pomeriggio, poi la sera non ne vuole sapere di dormire. Sono tutti esempi possibili, ma ovviamente non assoluti. Quello che voglio dire è che i bimbi, soprattutto quando sono molto piccoli, trovano beneficio nell'avere una routine, perché li aiuta a prendere confidenza con questa vita fuori dall'utero materno e a trovare dei punti fissi, su cui poter fare affidamento e su cui poter costruire un ritmo quotidiano. Con questo non voglio dire che deve esserci una tabella di marcia familiare di stile militare con orari blindati e attività schematiche.

Piuttosto l'aspetto su cui mi vorrei soffermare è il fatto che se osserviamo i nostri bimbi, sulla base della loro indole e delle loro necessità, possiamo creare una routine che sia benefica per loro e per tutta la famiglia. E sempre osservando i nostri bimbi possiamo renderci conto che prima di arrivare allo stress totale, che si manifesta con pianto disperato e inconsolabile, il nostro bimbo mostrerà dei segnali precoci ed intermedi che ci diranno “ehi mamma, papà, non mi sento a mio agio in questa situazione”. Ed è lì che possiamo intervenire con dolcezza e con maggiore efficacia!

Le feste di Natale, per loro stessa natura ci porteranno ad uscire dalla routine quotidiana, quindi quello che possiamo fare è, ad esempio, in base alle situazioni a cui andremo incontro valutare, quali passaggi della routine dei nostri bimbi possiamo mantenere, perché ne abbiamo la possibilità, quali è proprio necessario che siano mantenuti, per assicurare la serenità dei nostri bimbi e di tutta la famiglia, e quali invece sarà necessario trasformare, perché non ci sono proprio le condizioni per fare come si fa sempre.

Questo ci permetterà, di fissare anche dei delicati e rispettosi confini con le persone che incontreremo e con cui condivideremo i momenti di festa, prevenendo momenti di stress o delusioni.

Facciamo un esempio pratico.

Sono mamma da due mesi. Per questo Natale ho in programma la Vigilia a casa nostra, dove cucineremo io e la mia mamma per la mia famiglia e quella di mio marito. Il 25 invece, andremo dalla zia Carla, che non vedo da un paio di anni e che non vede l'ora di conoscere il mio bimbo, visto che non è potuta venire quando ho partorito. Ci sarà tutta la mia famiglia al completo e la famiglia di mio padre, quindi le altre zie e zii e relativi figli con eventuali nipoti. Per il 26 saremo da mia suocera a pranzo.

Il mio bimbo solitamente fa un sonnellino al mattino e uno a pomeriggio e la sera deve dormire entro le 10, altrimenti passiamo tutti la notte in bianco. Non ama i dopobarba forti, e i maglioni di lana, come quelli che indossa sempre zio Luigi, gli irritano la pelle.

Non è un contesto troppo bizzarro per un Natale all'italiana, no?

Che fare?

Ad esempio per il 24 possiamo anticipare un po', l'orario di cena e l'eventuale apertura dei regali, in modo che per le 10 io possa allontanarmi un momento per mettere a dormire il mio bimbo, per poi raggiungere nuovamente il resto della famiglia. Per il 25 posso avvisare sin da ora la zia Carla che dopo pranzo mi metterò in una stanzetta con il mio piccolo per poterlo allattare (vorrei farlo con riservatezza), e permettergli di riposare, magari subito dopo l'apertura dei regali, così abbiamo comunque un bel momento tutti insieme. Magari propongo anche allo zio Luigi di tenere il bimbo in braccio insieme alla sua copertina morbida così, sono tutti contenti. Il 26 penso che dopo due giorni intensi di mangiate, feste e grandi compagnie, il mio bimbo potrebbe innervosirsi facilmente e magari pure io e il mio compagno siamo ancora sazi dalla cena del 24 e dal pranzo del 25, quindi possiamo chiedere alla nonna di fare un pranzo prelibato, ma leggero e dire che vorremmo soprattutto passare del tempo tranquillo tutti insieme, più che fare grandi festeggiamenti.

Questo è solo un esempio, per dire che il vostro manuale di istruzioni è il vostro bambino, avete solo bisogno di osservarlo e imparare a leggerlo, perché sarà lui a farvi capire le sue necessità. E l'altro spunto, che spero vi sia utile, è che conoscendo le esigenze dei vostri bimbi e le vostre, potete giocare d'anticipo e mettere in campo delle risorse che potrete attuare anche nelle situazioni particolari che si vivono sotto le feste di Natale, e soprattutto lo potrete fare senza stress e senza che nessuno si offenda, ma coinvolgendo con grazia e rispetto anche le persone che non vedono l'ora di passare con voi e il vostro piccolo, il Natale.