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Rimini, sulle tracce di Federico Fellini

Rimini, sulle tracce di Federico Fellini

Rivivi l'emozione di "Amarcord" alla mostra Fellini 100. Genio immortale e fra le vie del centro storico

Amarcord” che da piccolo Federico aveva costruito nella sua piccola stanza un mondo inventato, dove si intrecciavano personaggi che lui avrebbe voluto vedere al cinema. “Amarcord” che da ragazzo Federico usciva di casa di nascosto per andare al cinema. “Amarcord” che al primo film da regista Federico non si ricordava la trama, fino a quando non ha avvicinato l’occhio alla cinepresa. Il resto è storia.

La stessa storia che Rimini, la sua città natia, ha voluto ripercorrere tra i vicoli di una città di cui era follemente innamorato, a tal punto da rappresentarne vizi e virtù in un circo di personaggi eccentrici e stravaganti, avvolti da un’atmosfera onirica e misteriosa, ma fortemente allusiva. Perché Federico non ha girato una sola scena a Rimini, lui voleva solo ricordarla, come in un sogno, ridisegnando un’infanzia che non era la sua, ma non per questo meno autentica.

Finalmente Rimini ritorna ad essere la casa di uno dei più grandi cineasti della storia del cinema tramite un quadrilatero di esposizioni, eventi e produzioni artistiche che si articola nel centro storico di Rimini.

E noi vogliamo omaggiarlo con un itinerario alla scoperta dei luoghi che l'hanno visto nascere e crescere, in un circo(lo) virtuoso di personaggi bizzarri e pittoreschi, non tanto diversi da quelli delle sue pellicole. Preparate le valigie, Rimini vi sta aspettando!

Iniziamo con il Borgo San Giuliano

Il tour parte dal Borgo San Giuliano, tra il fascino delle casette colorate e le pareti che raffigurano le scene più suggestive dei film di Fellini, come il bacio tra Marcello Mastroianni e Anita Ekberg tratto da “La Dolce Vita” del 1960. Qui si respira l’atmosfera magica di “Amarcord”, tra pescatori, murales e la tradizionale “Festa de Borg’’ che si celebra ogni 2 anni per rendere omaggio al regista.

Attraversiamo il millenario Ponte di Tiberio e in pochi minuti si arriva a Piazza Cavour dove si trova la Fontana della Pigna, resa celebre nella scenografia del film “Amarcord”, quando in una giornata di neve, un pavone si posa maestosamente sul marmo bianco della fontana.

Poco prima, sulla destra, al civico 162, il Cinema Fulgor in cui Fellini, all’età di 6 anni, vide il suo primo film: “Maciste all’Inferno”. Oggi il Fulgor, restaurato nel 2018, è l'emblema dello splendore dei tempi. Per un'esperienza memorabile assistete a un film nella Sala Federico, una vera e propria opera d'arte anni '30 in stile hollywoodiano tra stucchi dorati e colori caldi con decorazioni festose e gioiose realizzata da Dante Ferretti, pluridecorato premio Oscar che ha lavorato come scenografo accanto all'artista Riminese dal 1969.

 

Sbuchiamo davanti al Castel Sismondo

Dietro la Fontana, Via Poletti porta verso Piazza Malatesta dove nel 1446 è stato inaugurato Castel Sismondo, nota come Rocca Malatestiana. Fellini narra spesso di quel giorno in cui scappò di casa, quando era ancora un bambino, per andare al circo che veniva periodicamente allestito di fronte alla rocca; i bizzarri e nostalgici personaggi degli spettacoli a cui assisteva saranno poi fonte d’ispirazione per la realizzazione della pellicola I Clowns

Proprio qui si terrà fino al 13 Aprile 2020 la mostra “Fellini 100 – Genio Imortale”, un'anticipazione del Museo Fellini che aprirà a fine anno. Allestita come una sorta di “messe in scena” di set cinematrografici la mostra è dedicata al racconto dei compagni di viaggio del regista, reali e immaginari e tanti materiali di scena inediti che risaltano l'immaginario e la creatività Felliniana. Ma l'esposizione non si fermerà a Rimini ma continuerà a Roma fino a varcare i confini nazionali per proseguire a Los Angeles, Mosca e Berlino

 

 

Diamo le spalle al Teatro Galli e proseguiamo il tour verso Via Gambalunga dove ha sede la Biblioteca Gambalunga in cui Fellini trascorse i cinque anni del ginnasio, l’ingresso al n°34 di Via Tempio Malatestiano.

Percorrendo la via si arriva al Duomo di Rimini, l’architettura rinascimentale più significativa del ‘400 italiano, in cui era solito entrare: “Quando non c’era nessuno i sedili di marmo erano freschi; le tombe, i vescovi e i cavalieri medioevali vegliavano, protettivi e un poco sinistri, nell’ombra” (Ritorno a La mia Rimini, Federico Fellini, Guaraldi Editore).

Proprio di fronte si trovava la Bottega FeBo che portava le iniziali di Fellini e del pittore riminese Bonini, dove il regista disegnava e vendeva caricature e ritratti autoprodotti.

Camminiamo in direzione Piazzale Cesare Battisti, vicino alla stazione; attraversando il sottopassaggio riavvolgiamo il nastro e torniamo indietro nel tempo: è il 20 gennaio 1920, sono le 21:30, fuori c’è il temporale, il mare è in burrasca, nasce Fellini. A pochi metri da noi la sua prima casa, sulla sinistra, in Via Dardanelli 10. Poco dopo la nascita, la famiglia si trasferirà a Palazzo Ripa, in Corso d’Augusto 115, qui emergono i primi ricordi da bambino del regista: “La prima casa che io ricordo veramente è il palazzo Ripa. C’è ancora: è un palazzo sul Corso. Il nostro padrone di casa era sempre vestito di blu: l’abito blu, la bombetta blu e una gran barba bianca, come una divinità da blandire, da non irritare. Mia madre si asciugava le mani, mentre diceva «Bambini, state fermi, c’è il signor Ripa»”.

Svoltiamo l'angolo e...

Imbocchiamo la via parallela, l’elegante Viale Principe Amedeo che termina con una piazza dedicata al grande regista riminese, “Piazzale Fellini”, dove si trova il “Grand Hotel”, monumento nazionale più volte immortalato nel film “I Vitelloni”, periodo in cui Rimini raggiungeva l’apice del suo splendore anche in inverno.

Da ragazzo Fellini sognava il Grand Hotel, come fosse qualcosa di irraggiungibile, ma non sapeva cosa il futuro avesse in serbo per lui: “Il Grand Hotel era la favola della ricchezza, del lusso, dello sfarzo orientale. Quando le descrizioni nei romanzi che leggevo non erano abbastanza stimolanti da suscitare scenari suggestivi nella mia immaginazione, tiravo fuori il Grand Hotel, come certi scalcinati teatrini che adoperano lo stesso fondale per tutte le situazioni.”

Il simbolo della Belle Époque riminese, dove le fantasie e i sogni proibiti del regista prendevano forma, era un mondo senza tempo e sua dimora fissa quando, di tanto in tanto, sentiva nostalgia di casa e sceglieva sempre la stessa stanza, la 316.

In questo luogo tutta era possibile: “delitti, rapimenti, notti di folle amore, ricatti, suicidi… Le sere d’estate Il Grand Hotel diventava Istanbul, Baghdad e Hollywood…”.

E aprendo la finestra della camera vedeva il mare, quel mare dove camminavano i “Vitelloni” e teatro delle scorribande in moto di “Scureza” fino al molo, dove tutto è cominciato e tutto finisce.

Amarcord” che i film di Fellini, l’uomo, sono partiti, hanno viaggiato ovunque, sono entrati nelle case di tutto il mondo, mentre lui forse è rimasto fermo, ha deciso di non partire e rimanere nella sua Rimini.

 

“Fellini 100 – Genio Immortale” 


Dove: Castel Sismondo, Piazza Malatesta, Rimini
Orari:
dal martedì alla domenica dalle 10 alle 23
Lunedì non festivo chiuso

Biglietti:
Intero: € 10,00
Ridotto: € 8,00 riservato a gruppi superiori alle 15 unità, minori dai 14 ai 18 anni, maggiori di 65 anni

https://www.mostrafellini100.it/

 

“Cinema Fulgor

Dove: Corso d'Augusto 162, Rimini

Biglietti: 

Intero: € 8  Studenti: € 5   Over 65:  € 6   Mercoledi: Intero € 5   Venerdì: Ingresso Donna € 6

 

Per la programmazione completa consultare il sito web al seguente link:

https://www.cinemafulgorrimini.it/