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Hotel Bellaria - Family Hotel Rimini - Hotel Igea Marina - Hotel Rimini 4 stelle

Blu Suite Hotel

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Penso che la definizione di famiglia si sia ormai evoluta ed ampliata dando spazio a tante sfumature e situazioni diverse, senza per questo allontanarsi da cosa significhi essere famiglia. Tra tutte le famiglie possibili esistono quelle in cui, per le ragioni più disparate, c’è un solo genitore.

Sicuramente le ragioni che hanno portato la famiglia a raggiungere questo assetto, possono cambiare moltissimo il sentire del genitore e avere un forte impatto sulle strategie e le modalità con cui sarà affrontata la vita di ogni giorno e tutte le sue sfide.

Eppure credo che il bisogno che accomuna più di tutti queste famiglie sia quello di equilibrio, di trovare un po’ di quiete nella continua tensione tra il bisogno di supporto e il riconoscere, o scoprire, le proprie risorse, che permettano al genitore di farcela, con le proprie forze, anche se non può contare su un partner.

Culturalmente, nella nostra società facciamo fatica a chiedere aiuto. Conviviamo con la convinzione che per essere capaci, ed efficienti, dobbiamo dimostrare di farcela da soli sempre e comunque, che essere autonomi sia sinonimo di non avere bisogno di nessuno al di fuori di noi stessi.

Tuttavia, biologicamente, siamo animali sociali, non siamo fatti per vivere isolati, e meno che mai a vivere il proprio fardello in solitudine dovrebbe essere un genitore. Inoltre, concentrarsi sulla propria efficienza può essere estremamente fuorviante, visto che i nostri figli hanno bisogni di genitori efficaci, non efficienti. Hanno bisogno della nostra presenza, non del premio di produzione.

Poniamo, poi, il caso di un genitore single che ha affrontato una separazione dal partner. Purtroppo intorno a queste vicende personali, familiari, che possono essere anche estremamente dolorose e complesse, orbitano troppo spesso opinioni e giudizi che possono far sentire un genitore inadeguato all’idea di chiedere aiuto e supporto. Magari ho sbagliato tutto, come posso chiedere aiuto? Forse sono un pessimo genitore, non mi merito di essere aiutato/a.

Proviamo a cambiare punto di vista. Ognuno di noi è unico, il nostro sentire è personale, ma i nostri bisogni sono universali, che ci caratterizzano in quanto esseri umani, quindi se in una famiglia c’è un unico genitore che si sente stanco, solo, esasperato, perché ha bisogno di supporto, appartenenza, amore, comunità, può chiedere aiuto e supporto. Può concedersi di chiedere. Questo non lo rende meno capace, meno autonomo. Piuttosto lo rende più consapevole dei bisogni propri e di tutta la famiglia, lo rende aperto ad una situazione più semplice.

È vero che spesso vorremmo che le persone più vicine a noi, amici stretti e familiari, fossero le prime ad essere disponibili a darci il supporto di cui abbiamo bisogno. Ma è altrettanto vero che questo non è sempre possibile. Quindi perché non sentirci legittimati a trovare il nostro supporto anche tramite risorse esterne? Dalle baby sitter, alle attività ricreative per i nostri figli, agli svaghi per noi, alle vacanze (oggi sempre più strutture alberghiere offrono servizi in grado di far godere di momenti di respiro i genitori), al nutrire il nostro bisogno di bellezza. Qualunque strategia che ci allontani dal consumarci, serve la vita che ci abita e ci aiuta ad essere genitori più sereni, presenti, efficaci.

A proposito del bisogno di leggerezza e di divertimento che può essere soddisfatto, nonostante queste criticità, con una vacanza, Katia, direttrice del Blu Suite Hotel, ha condiviso la sua preziosa esperienza: è importante, ad esempio, dopo una separazione poter godere del piacevole smarrimento della vacanza, magari tornare negli stessi posti e perché no, alternarsi, per dare stabilità ai bimbi, accordarsi con le famiglie che già si conoscono e frequentano le stesse strutture, ritrovare gli amici (adulti, bambini, ragazzi) e godere di un ambiente facilitato, con servizi a misura di genitore e di bimbo, per poter vivere momenti sereni, di riposo. Nell'esperienza di Katia, diverse famiglie che frequentano abitualmente il Blusuite, hanno scelto di alternarsi tra i due genitori, oppure ci sono mamme amiche che vengono insieme ai figli, o lo stesso fanno i papà, che scelgono di affidarsi ad un family hotel, perché sanno di trovare la giusta assistenza in termini di servizi.

E veniamo ora all’altro aspetto della tensione che può abitare quotidianamente l’animo del genitore “single”. La scoperta delle proprie risorse.

È ovviamente umano che una persona che si ritrova a vivere l’esperienza della genitorialità senza un partner, possa sentirsi sopraffatta, sola, persino disperata. La pressante sensazione di non farcela è sempre dietro l’angolo. Eppure quando sappiamo che possiamo contare solo su noi stessi, le più sorprendenti risorse possono presentarsi come frecce al nostro arco. È la stessa situazione di necessità a predisporci a trovare soluzioni nuove e creative per risolvere le difficoltà che fronteggiamo ogni giorno. In altre parole, se so che non posso fare affidamento su nessuna altro, posso essere sempre sicura che su di me posso contare. Se so che sono da sola a dovermi organizzare, non vivo nel dubbio di poter o meno contare su qualcun altro, so che saranno le mie risorse a dover entrare in campo.

Certo, è faticoso, a volte estremamente stressante, ma allo stesso tempo è una condizione che più di altre può portare alla luce le nostre abilità, nuove risorse che nemmeno sapevamo di avere. Dei veri super poteri, in grado di illuminarci con una nuova luce di forza ed efficacia, ben diversa dal senso di sopraffazione iniziale.

Nella famiglia dove c’è un genitore solo, il genitore che ha bisogno di supporto, che si sente isolato, ha senza dubbio un pesante fardello sulla propria schiena. Difficile da portare da solo, anche quando magari non potrà fare altrimenti. Difficile, a volte, anche da affidare ad altri, se non ci concediamo di delegare, quando ne abbiamo la possibilità.

Ma il punto è, io so portare questo fardello che pesa come mille mondi, ma non vuol dire che io debba farlo sempre da solo/a.